«Ghe se de tuto come aea Fiera del Soco»

AGRIsignano 2019

Il mondo agricolo è in costante e sorprendente evoluzione. L’Antica Fiera del Soco da diversi anni è impegnata nel raccontare e presentare al suo vasto pubblico questa importante realtà: l’area SO…COuntry si è via via strutturata e sviluppata come “ponte” ideale in cui vivere in prima persona il percorso tra il passato, il presente e il futuro della civiltà, dell’economia e della cultura rurale.

Nel 2018, grazie alla collaborazione con il comparto Macchine Attrezzi Agricoli Boschivi di Confcommercio Vicenza, dopo oltre 30 anni è tornata al Soco anche una grande mostra-mercato di mezzi, tecnologie e strumenti per le aziende agricole.

Sulla scia di questa riuscita manifestazione, nel 2019 si rinnoverà l’appuntamento con AGRIsignano, nelle giornate di sabato 7, domenica 8 e lunedì 9 settembre: lungo via Ungaretti alcuni tra i più qualificati rivenditori di mezzi e macchine agricole esporranno e venderanno qui i loro mezzi: un’occasione utile per gli “addetti ai lavori” per scoprire e valutare le ultime novità del mercato e le possibili implementazioni della propria azienda, ma anche un modo per i “profani” di avvicinarsi e conoscere uno dei comparti produttivi più dinamici e attivi in questi ultimi anni. Perché il lavoro nei campi non è solo un retaggio del nostro passato, ma anche una componente fondamentale nel nostro futuro.

IL RITROVO DEL MONDO CONTADINO

La tecnologia e i macchinari agricoli, oggi. Cavalli, mucche, asini e tori nel secolo scorso. L’Antica Fiera del Soco di Grisignano ha sempre avuto la propria vocazione primaria nel ritrovo del mondo contadino. Una toccante testimonianza è quella raccolta qualche anno fa dal padovano Mario Cerato, classe 1932, che conserva alcuni dei suoi più bei ricordi d’infanzia legati al Luni del Soco: «Abitavo sui colli euganei vicino a Torreglia, e la prima volta mio zio mi portò alla fiera franca del bestiame quando avevo otto anni, trasportandomi per oltre trenta chilometri sulle stradine bianche sulla canna della sua bicicletta – racconta -. Quando arrivai avevo un gran male al sedere, ma in mezzo a tutti quegli animali e a quei contadini mi sembrava una festa grandiosa: eravamo davvero in tanti, vicentini e padovani, e tutti parlavamo la stessa lingua, il dialetto del nostro mondo rurale. Ancora oggi torno volentieri a Grisignano per prendere parte al Luni del Soco e vedere l’entusiasmo immutato dei bambini davanti agli animali».

Proprio gli animali erano la vera attrazione del Soco. Nei giorni della Fiera venivano scambiati migliaia di capi; Grisignano era un centro importantissimo soprattutto per quanto riguarda il mercato dei cavalli. Ed erano animali anche i premi delle prime lotterie: si potevano vincere un’oca, una gallina, un vitello, un salame, un cesto di uova, dei pulcini… possono sembrare premi poco attraenti, ma all’epoca erano senz’altro graditissimi.

E poi le ceste in vimini, gli stivali, le canne, i bastoni, i coltelli, i rastrelli, le roncole…: tutti gli strumenti utilizzati ogni giorno nei campi erano venduti a centinaia a Grisignano, esposti in cataste e mucchi enormi in apparenza tutti uguali, tra i quali tuttavia ogni agricoltore sapeva quasi per “magia” scegliere quello più adatto a lui.

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