«Ghe se de tuto come aea Fiera del Soco»

UNICA DA OLTRE 750 ANNI

LA MADONNA SULLO “ZOCCO”

Tutto cominciò con l’apparizione della Madonna su uno “zocco”, il ceppo di un albero tagliato alla base. Quando? Impossibile stabilirlo con certezza: storia e mito si fondono nei secoli del Medioevo. Diverse fonti concordano comunque nel definire una datazione originaria attorno alla metà del XIII secolo: la Madonna apparve a due contadini nelle campagne tra Grisignano e Arlesega, al confine tra le province di Vicenza e Padova, là dove oggi sorgono la chiesetta di Santa Maria “del Soco” e il ristorante “Al Zocco”. Nell’area compresa tra il sagrato e l’antica locanda-osteria già a partire dal 1267 iniziò il ricordo devozionale di questa apparizione mariana, con la presenza di commercianti e artigiani provenienti dalle vicine campagne vicentine e padovane che per l’occasione proponevano i loro prodotti ai numerosi fedeli. Il più antico documento ufficiale giunto fino a noi in cui si danno disposizioni sulla Fiera risale invece al 1555, dagli archivi della Serenissima di Venezia: è un’autorizzazione ad organizzare anche per quell’anno, come da lunga tradizione, “la Fiera del Soco in villa di Grisignano, territorio parte padovan e parte vicentin…”.

LA GRANDE FESTA DI FINE ESTATE

Fino agli anni Sessanta del Novecento, la Fiera di Grisignano è stata essenzialmente un evento della civiltà rurale, anzi l’evento per eccellenza che chiudeva la stagione estiva: il momento centrale per la compravendita del bestiame. I capi più ricercati al Soco erano i cavalli: il prezzo stabilito alla Fiera valeva per sei mesi in tutto il Veneto. Per condurre le trattative a Grisignano, allevatori e mediatori (i “sensari”) percorrevano decine di chilometri a piedi o in bicicletta all’alba, e cominciavano valutazioni e compravendite concluse con una stretta di mano che valeva come carta bollata. Con gli anni Settanta e la rapida evoluzione della società veneta dal settore primario e quello dell’industria e dei servizi, questo aspetto della Fiera è via via divenuto meno importante e ha rischiato di scomparire tra la fine degli Novanta e l’inizio del nuovo Millennio, quando invece si è deciso di istituire una specifica Area Country in cui tramandare il ricordo e le tradizioni di quella cultura contadina e presentarne le evoluzioni presenti attraverso spettacoli equestri, musica country, artigianato tipico, in particolare nella giornata unica del Luni del Soco.

IL MADE IN VENETO E MADE IN ITALY

A visitarla oggi – con i suoi 3500 metri quadrati di superficie coperta, espositori da tutta Italia, professionisti e hostess sorridenti pronti ad accoglierci ad ogni stand – sembra quasi impossibile che la Mostra Espositiva sia nata quasi per caso. La “genesi” è stata raccontata dall’allora Presidente Enzo Rubin: «Nel 1983 avevamo predisposto due capannoni, uno dei quali riservato al ballo. Poi però ci fu un disguido, e quel capannone rischiava di rimanere inutilizzato, così decidemmo di proporre alle aziende di Grisignano e dintorni di utilizzare quello spazio per mostrare ai visitatori i loro prodotti». All’invito risposero circa dieci imprese locali. E fu subito un successo oltre ogni aspettativa: «Già l’anno successivo ricevemmo richieste da oltre sessanta aziende, e fu necessario studiare uno spazio molto più ampio. Anche la Camera di Commercio decise di supportare l’organizzazione della Mostra Espositiva, che da quel momento in poi divenne lo specchio fedele dell’evoluzione produttiva del Veneto e di tutta l’Italia». E a partire dal 2014 si è creata anche la sezione dedicata a promuovere le eccellenze e l’offerta turistica di alcuni tra i più suggestivi territori della nostra Regione, protagonisti di un progetto di marketing territoriale specifico.

INDOVINA CHI È PASSATO DI QUI?

Più di una volta, nel corso dei secoli, da Grisignano sono passati personaggi che hanno fatto la Storia: del resto la località è praticamente all’esatta metà della via di epoca romana che congiunge Vicenza e Padova. Le cronache registrano tra gli altri la sosta a Grisignano di Johann Wolfgang Goethe, che si fermò nel 1786 per riparare una ruota del suo carro provenendo da Vicenza. Nel 1797 fu la volta di Napoleone Bonaparte, accampato con la sua armata a Grisignano dopo la conquista di Padova. Ernest Heminguay raccontò dei giorni trascorsi a Grisignano nelle corrispondenze dall’Italia del 1917 per il quotidiano Toronto Star. In anni più recenti, in particolare negli anni Settanta quando la Fiera puntò per il rilancio sul richiamo degli artisti più noti dello spettacolo italiano, al Soco si esibirono anche Raffaella Carrà, Gino Bramieri, Iva Zanicchi, Gianni Morandi, Raul Casadei, Loredana Bertè; tra gli ospiti delle ultime edizioni lo chef Alessandro Borghese, il mito della boxe Nino Benvenuti con il giovane campione europeo Luca Rigoldi, il rocker Omar Pedrini.

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